Oneteam/ Maggio 14, 2025/ One Team/ 0 comments

La cybersicurezza rappresenta una priorità fondamentale per le PMI italiane, specialmente in un’epoca caratterizzata da una forte interconnessione digitale e un costante aumento delle minacce informatiche.

Le aziende con sistemi tecnologici datati o risorse limitate risultano essere particolarmente vulnerabili agli attacchi: una problematica allarmante, emersa dal Report sulla sicurezza informatica di Osservatori.net, è che nel 2024 il 37.8% di PMI italiane ha subito almeno un attacco informatico con gravi ripercussioni economiche e reputazionali.

Qual è lo stato della cybersicurezza in Italia?

Tra 2024 e il 2025, il mercato della cybersecurity in Italia ha vissuto una fase di grande espansione, grazie all’aumento di investimenti nel settore e allo sviluppo di nuove strategie per contrastare minacce sempre più avanzate. Ad influire positivamente è stata anche la pressione normativa, come la Direttiva NIS2, nonché l’aumento degli attacchi criminali (ACN- Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale).

PMI e cybersicurezza: cosa dovresti sapere per prepararti al meglio

Gli attacchi ransomware mirati sono in aumento

Se fino a poco tempo fa l’azione dei cybercriminali era prevalentemente randomica, oggi possono profilare le aziende e scegliere bersagli mirati, analizzandone l’esposizione e puntando su quelle più inclini a pagare un riscatto. Anche i meno esperti possono lanciare attacchi sofisticati attraverso i servizi di ransomware-as-a-service (RaaS).

Le PMI rientrano tra i bersagli ritenuti più vulnerabili, in particolare quando non possiedono soluzioni di backup all’avanguardia (Rapporto Clusit sulla Sicurezza Informatica – Aggiornamento ottobre 2024).

Si sta affermando un modello di Zero Trust e microsegmentazione

L’approccio Zero Trust, basato sul principio “non fidarti mai, verifica sempre” è diventato lo standard attuale e richiede che ogni accesso sia autenticato e autorizzato. Inoltre, la microsegmentazione consente di isolare le reti e limitare i danni in caso di attacco.

Questo standard è particolarmente efficace per le PMI che si occupano di amministrare dati sensibili, ma che non possono permettersi difese di alto livello.

La sicurezza cloud sta evolvendo con SASE, XDR, IAM e SOC

La costante migrazione al cloud impone alle organizzazioni di affrontare sfide di sicurezza sempre più ardue. In risposta a queste necessità, sta crescendo l’adozione di soluzioni all’avanguardia, come ad esempio:

  • SASE (Secure Access Service Edge): garantisce una connessione sicura tra utenti, dispositivi, sistemi remoti e risorse aziendali, sia on-premise che su cloud, utilizzando un’unica piattaforma integrata di sicurezza;
  • XDR (Extended Detection and Response): utilizza tecniche avanzate per l’individuazione delle minacce;
  • IAM (Identity and Access Management): consente una gestione dettagliata delle autorizzazioni di accesso;
  • SOC (Security Operations Center): offre monitoraggio costante delle attività di sicurezza, capacità di risposta immediata agli incidenti e analisi predittive per ridurre il rischio di attacchi futuri.

L’integrazione di queste funzionalità dà vita a un ecosistema di sicurezza innovativo, progettato per proteggere infrastrutture IT vaste, flessibili e sempre più orientate al lavoro agile.

L’IA è in grado di rilevare le minacce e contrastarle

L’implementazione dell’IA sta trasformando radicalmente il settore della cybersecurity grazie al rilevamento automatico dei comportamenti anomali, ai gradi di priorità degli allarmi e alle azioni di contenimento delle minacce.

Queste innovazioni permettono alle PMI di intervenire più rapidamente e di ridurre il numero di falsi allarmi (Home – Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano).

Gli MSSP possono aiutarti

Molte PMI, prive di risorse interne dedicate alla cybersicurezza, si affidano a Managed Security Service Provider (MSSP) per servizi di monitoraggio scalabili e continui, con costi accessibili.

PMI e cybersicurezza

PMI e cybersicurezza: l’importanza di adeguarsi alle normative

La Direttiva NSI2, entrata in vigore nel 2024, presuppone requisiti specifici rispetto a:

  1. gestione del rischio;
  2. reporting di incidenti;
  3. adozione di misure preventive.

Anche le PMI non soggette direttamente a normative specifiche devono adeguarsi, soprattutto quando fanno parte della filiera di aziende regolamentate.

Quali sono le principali sfide che le PMI devono affrontare in tema cybersecurity?

Le PMI italiane sono sempre più consapevoli dell’importanza di una sicurezza informatica efficace, ma si trovano ad affrontare ostacoli strutturali rilevanti.

Da un lato, l’adozione di soluzioni avanzate è spesso limitata da vincoli di budget e dalla carenza di competenze interne specializzate; dall’altro, molte aziende continuano a operare su infrastrutture IT obsolete, incompatibili con approcci di protezione moderni come SASE, XDR o Zero Trust.

A complicare ulteriormente il quadro, l’adeguamento alla Direttiva NIS2 richiede uno sforzo organizzativo non indifferente, soprattutto per le imprese inserite in filiere regolamentate. La sfida è integrare soluzioni efficaci senza compromettere operatività, innovazione e sostenibilità (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale – ACN).

Cosa dicono dati e statistiche sull’impatto dei cyberattacchi in Italia?

Gli attacchi informatici non sono una minaccia astratta, ma piuttosto un costo reale per le PMI.

A seconda della gravità e della rapidità con cui viene affrontato, un singolo episodio di attacco informatico può causare danni economici che vanno da decine a centinaia di migliaia di euro. Tra le principali fonti di spesa si trovano:

  • Ripristino dei sistemi: le operazioni tecniche necessarie per recuperare i dati compromessi e riparare le infrastrutture IT possono facilmente superare i 100.000 euro, soprattutto in caso di ransomware non gestiti tempestivamente;
  • Interruzione dell’attività: ogni ora di fermo operativo ha conseguenze dirette sui ricavi. In ambiti particolarmente sensibili, uno stop produttivo di 24-48 ore può generare perdite molto rilevanti;
  • Sanzioni per violazioni del GDPR: la mancata protezione dei dati personali può comportare multe fino al 4% del fatturato annuo, come previsto dalla normativa europea;
  • Impatto reputazionale: un cyberattacco può minare la fiducia di clienti e partner, con ripercussioni sulla credibilità dell’azienda e la sua capacità di attrarre nuovi affari.

PMI e cybersicurezza: i sistemi mirati di Syneto

Syneto, partner di One Team, offre una suite completa di sistemi per la protezione dei dati, la resilienza informatica e il disaster recovery, progettata appositamente per le PMI italiane.

Da una parte, la tecnologia Storage Enclave protegge i dati a livello di storage con un’architettura air-grapped, mentre gli Immutable Recovery Points assicurano backup inviolabili e sempre recuperabili. Queste soluzioni sono ideali per:

  • settori manifatturieri, legali, sanitari, retail e PA;
  • infrastrutture IT complesse o distribuite;
  • aziende in cerca di un partner unico e integrato.

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