All’inizio del 2026, Autodesk ha rilasciato una nuova versione di Civil 3D, uno dei software più utilizzati per la progettazione infrastrutturale, sia in ambito stradale che idraulico.
Con la release 2026.2 sono stati introdotti nuovi comandi nella ribbon “Inizio”, ampliando le possibilità di modellazione degli elementi collegabili alle reti idrauliche a gravità. I nuovi oggetti disponibili sono: bacino, accumulo sotterraneo e canale.


Attualmente, Civil 3D consente una modellazione ancora piuttosto essenziale di questi elementi; tuttavia, la possibilità di connetterli a condotte e pozzetti permette ora di progettare e verificare in modo più completo le reti di raccolta delle acque meteoriche. Si aprono, così, nuove prospettive operative, superando approcci di modellazione che fino a oggi risultavano limitanti.
Insieme ai nostri esperti Enrico Ferrero, Maria Azcarate Garcia, Santi Sarica e Daniele Boni, vediamo ora nel dettaglio le novità introdotte, integrate anche nella prima release di Civil 3D 2027.
Il bacino in Civil 3D 2026.2: vasche di laminazione con funzionalità avanzate
Questo comando consente di creare nel modello una vasca di laminazione, elementi che fino ad oggi venivano generalmente modellati tramite le scarpate di Civil 3D, oppure mediante il componente “Bacino” del plug-in Grading Optimization.
È probabile che Autodesk abbia sfruttato l’esperienza maturata su questi strumenti per sviluppare il nuovo oggetto. Il bacino mette, infatti, a disposizione numerosi parametri già familiari agli utenti delle scarpate e dei subassembly dedicati. Tra le principali caratteristiche disponibili troviamo: la gestione della profondità complessiva, la possibilità di definire un argine esterno e banchine interne con pendenze differenti, oltre alla definizione del livello idraulico di sicurezza.
Anche le modalità di modellazione risultano particolarmente interessanti. Il bacino può essere creato:
- tramite layout planimetrico, definendone i vertici;
- a partire da un oggetto lineare che ne delinei il contorno;
- sfruttando direttamente la superficie esistente.
Quest’ultima modalità è particolarmente utile nella progettazione di bacini artificiali: una volta impostata la quota del contorno superiore, il software è in grado di riconoscere automaticamente le aree depresse della topografia poste al di sotto dell’elevazione indicata. Le scarpate del bacino si adattano, così, alla morfologia del terreno, semplificando notevolmente la modellazione di invasi lacustri di grandi dimensioni, con sviluppi longitudinali anche di centinaia di metri o diversi chilometri.
Nelle proprietà dell’oggetto è possibile consultare diverse informazioni relative alle volumetrie di accumulo, con la possibilità di aggiornarle modificando il livello di sicurezza. È inoltre possibile visualizzare i flussi in ingresso e in uscita, ad esempio quelli derivanti dalla connessione con un canale che convoglia l’acqua all’interno del bacino.
Nel caso di bacini creati tramite layout planimetrico o a partire da un oggetto lineare, il software mette a disposizione anche specifici comandi di editing per modificare successivamente la geometria del modello. Da questi bacini è, poi, possibile estrarre le linee caratteristiche corrispondenti ai diversi limiti di scarpata. Tali elementi lineari possono essere utilizzati per generare superfici TIN, visualizzabili nelle viste di profilo e di sezione, risultando particolarmente utili per il calcolo dei volumi di sterro e riporto.
Accumulo sotterraneo: nuovo strumento per il trattamento delle acque di prima pioggia
Questo oggetto consente la progettazione e la modellazione di serbatoi sotterranei impiegati nella gestione delle acque di prima pioggia. Si tratta di un elemento più semplice rispetto al bacino, del quale è possibile definire principalmente il contorno planimetrico (generalmente un poligono regolare), l’altezza del serbatoio e il livello di sicurezza. Il contorno può essere creato manualmente tramite layout planimetrico oppure a partire da un oggetto esistente, come ad esempio una polilinea 2D con quota assegnata.

Attraverso le proprietà dell’oggetto è possibile modificare sia la quota del contorno inferiore sia il valore della profondità, parametro che determina l’altezza complessiva del serbatoio. Anche il livello di sicurezza può essere aggiornato, così da adattare le volumetrie di accumulo alle specifiche esigenze progettuali.

Attualmente, per questa tipologia di elemento non è ancora disponibile l’estrazione automatica delle linee caratteristiche. Per poter visualizzare l’accumulo nelle viste di profilo e di sezione è, quindi, necessario generare superfici che ne riproducano il perimetro tridimensionale.
Anche gli accumuli sotterranei possono essere collegati in ingresso e in uscita, consentendone l’integrazione all’interno di una rete di condotte a gravità.
Canale di Civil 3D 2026.2: fossi di guardia e integrazione con le reti a gravità
Il canale rappresenta il terzo e ultimo elemento idraulico introdotto in Civil 3D con la release 2026.2. Sebbene la modalità di creazione risulti ancora più semplificata rispetto a quella dell’accumulo sotterraneo, le possibilità di personalizzazione e modifica sono numerose.
Ma come funziona questo nuovo strumento? In sostanza, il canale viene generato tramite un’estrusione lungo un percorso, operando quindi come un vero e proprio modellatore. Per la sua creazione è necessario definire una linea base, che può essere costituita da una livelletta associata a un tracciato oppure da una linea caratteristica. Questo è l’unico dato richiesto all’attivazione del comando.


Una volta completata la procedura, il software genera automaticamente un canale caratterizzato da una delle tre sezioni tipo predefinite di Autodesk: trapezoidale, triangolare o rettangolare. Attraverso le proprietà dell’oggetto è poi possibile sostituire la sezione assegnata scegliendo una delle tipologie standard di Civil 3D oppure una sezione personalizzata.
Quest’ultima opzione è particolarmente interessante, poiché consente di definire sezioni direttamente dalla finestra delle proprietà oppure importando i codici punto di un componente creato con Subassembly Composer. In questo modo. vengono supportate anche geometrie chiuse, come ad esempio le sezioni tipologiche dei canali interrati. Le sezioni tipo preimpostate possono, inoltre, essere modificate tramite appositi strumenti di editing, così da adattarle alle specifiche esigenze progettuali.
Anche per i canali è possibile definire connessioni in ingresso e in uscita, selezionando pozzetti e bacini come elementi collegati. Al momento, tuttavia, non sono ancora supportati collegamenti diretti con le condotte.
Dal punto di vista della rappresentazione grafica, Civil 3D visualizza attualmente soltanto le linee caratteristiche generate dall’estrusione della sezione tipo lungo la linea base. Tali linee possono essere estratte e utilizzate per creare superfici da inserire nelle viste di profilo e di sezione, oltre che per effettuare una prima valutazione dei volumi di sterro e riporto.
Analisi idrauliche: maggiore completezza delle verifiche
Grazie alle novità introdotte da Autodesk, Civil 3D compie un importante passo avanti nella progettazione idraulica. Non solo è ora possibile modellare elementi che consentono di realizzare un sistema di drenaggio completo, ma anche verificarne il comportamento idraulico nel suo insieme.
Fino a oggi, infatti, le analisi idrauliche erano limitate alle sole reti di condotte a gravità: bacini e accumuli sotterranei, essendo modellati tramite scarpate, superfici o solidi 3D, risultavano privi di proprietà idrauliche e non potevano quindi essere inclusi nelle verifiche di rete. I tre nuovi oggetti introdotti con la release 2026.2 nascono proprio con l’obiettivo di colmare questa lacuna.
Un workflow completo: dalla modellazione alla simulazione
Per testarne le potenzialità abbiamo eseguito un’analisi di drenaggio completa su una rete di raccolta delle acque di prima pioggia a servizio di una piattaforma stradale. Il modello originale era stato sviluppato con versioni precedenti di Civil 3D; per questo motivo, i bacini modellati con metodologie tradizionali sono stati sostituiti con un accumulo sotterraneo e un bacino realizzati tramite i nuovi strumenti. Tra i due elementi è stato inoltre inserito un canale di raccordo.
Tutti e tre gli oggetti sono stati collegati a condotte e pozzetti, verificandone successivamente la corretta connessione all’interno della rete. Sono stati quindi generati i drenaggi lungo la piattaforma stradale, utilizzando come riferimento la relativa superficie di progetto. Il punto di scarico di ciascun drenaggio è stato associato al punto di inserimento dei pozzetti disposti lungo la viabilità.

A questo punto, nella scheda Analisi, abbiamo richiamato il comando “Analizza sistema di drenaggio”, osservando come questo possa essere attivato selezionando qualsiasi elemento del modello, compresi i tre nuovi oggetti introdotti con la release 2026.2. Una volta aperta la finestra di dialogo, nella sezione “Gestione pioggia” abbiamo importato un file in formato .csv contenente i dati pluviometrici medi relativi a eventi meteorici di diversa durata e associati a differenti tempi di ritorno.
Sulla base di tali dati, il software ha generato automaticamente la relativa curva IDF (Intensity-Duration-Frequency). Definiti quindi gli input necessari, abbiamo avviato l’analisi idraulica del sistema di drenaggio.


Al termine del processo, Civil 3D restituisce un report delle verifiche idrauliche effettuate, evidenziando eventuali criticità, oppure confermando il corretto dimensionamento delle opere progettate in funzione delle curve IDF considerate.


Il passo successivo sarà comprendere come Autodesk intenderà, in futuro, gestire l’importazione e soprattutto l’analisi di questi nuovi elementi all’interno di InfoDrainage, il software dedicato alle verifiche idrauliche. Per il momento, la progettazione può essere gestita interamente in Civil 3D, ma non mancheranno per noi di One Team occasioni di approfondimento e aggiornamento per illustrarvi tutte le evoluzioni legate a queste novità introdotte nel 2026.
Come può aiutarti One Team nell’implementazione delle novità introdotte da Civil 3D 2026.2?
In qualità di Platinum Partner Autodesk e leader nella formazione BIM in Italia, One Team affianca le società di ingegneria nell’implementazione metodologica del software, supportando l’evoluzione dei flussi di lavoro introdotti anche dalle più recenti versioni di Civil 3D. Offriamo:
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