Durante il One Team User Meeting del 24 ottobre 2024 si è tenuto l’intervento “HBIM metodi e strumenti per la modellazione di edifici storici. L’Arch. Benedetta Giordano, insieme all’Ing. Martina Andreoli, ricapitola in quest’intervista i punti chiave del loro intervento.
Come definiamo HBIM?
L’Heritage Building Information Modeling (HBIM) fa riferimento ad un approccio metodologico focalizzato sulla modellazione e la gestione delle informazioni relative agli edifici storici, estendendo la definizione tradizionale di BIM. Si tratta di un metodo che consente di migliorare l’efficienza nella gestione e nella manutenzione del patrimonio esistente.
Qual è il flusso di lavoro di un progetto HBIM?
L’ approccio ad un bene architettonico richiede un’inziale fase di rilievo, che in genere viene effettuato tramite laser scanner, i cui i rilevamenti 3D riproducono il soggetto sottoforma di nuvole di punti. Quest’ultima diventa così il modello per la produzione di un prototipo digitale dell’edificio, munito della documentazione archivistica e della rispettiva mappatura del degrado.

Quali sono i metodi e gli strumenti dell’HBIM?
Trattandosi di edifici storici, le costruzioni sono naturalmente contraddistinte da geometrie peculiari e da irregolarità dei profili, che esigono un approccio non standardizzato. Ciò significa che, per questi modelli, sono necessari metodi alternativi a quelli generalmente utilizzati per gli edifici di nuova costruzione.
Uno degli aspetti più complessi della gestione BIM del patrimonio storico è riscontrabile proprio nella riproduzione di forme complesse: ad esempio capitelli, fregi o modanature, che tendenzialmente vengono riprodotti in forme approssimate, a seconda del livello di dettaglio (LOD) e degli obiettivi del modello stesso.
Per la riproduzione di componenti rimodulabili a seconda delle caratteristiche del modello, prendendo Revit come caso specifico, l’HBIM prevede l’utilizzo di famiglie parametriche, eventualmente adattive. Per di più, l’utilizzo di masse e modelli locali permette di ottenere elementi singolari e forme organiche complesse.

Che potenzialità offre l’utilizzo di software BIM per la realizzazione di un progetto di restauro o manutenzione di un edificio storico?
La valutazione dello stato di fatto
Per ottenere una corretta valutazione del quadro complessivo dello stato di fatto di un bene architettonico, spesso derivante dalla sovrapposizione di interventi antecedenti, il software BIM si rivela uno strumento molto utile. Il software consente infatti di documentare adeguatamente queste azioni passate nell’ambito della modellazione di una fase costruttiva dedicata.
Inoltre, la mappatura dello stato di conservazione del bene, vale a dire l’operazione che permette di identificare con precisione possibili condizioni di degrado, deformazioni strutturali e fessurazioni, consente la valutazione di nuove variabili utili alla definizione della misura di contrasto più adeguata.
Verso la conservazione programmata
In ogni caso, il modello HBIM non possiede solamente la funzione di supporto al singolo progetto di restauro, ma è anche in grado di documentare la gestione e la manutenzione dell’edificio durante tutta la sua evoluzione, sostenendo una pianificazione consapevole degli interventi a beneficio della conservazione programmata.
Che difficoltà possiamo incontrare all’interno di un progetto HBIM?
Il carattere ancora largamente sperimentale della metodologia HBIM solleva alcune problematiche da approfondire, come ad esempio se sia possibile definire un metodo, applicabile su larga scala, per consentirne una distribuzione diffusa. Allo stesso tempo, per poter incentivare il recupero dell’edilizia esistente grazie a interventi di riqualificazione, è auspicabile che la metodologia HBIM venga supportata da nuove funzionalità software, che siano consone alle necessità della modellazione.
One Team a sostegno dell’HBIM
Il supporto ai propri clienti fornito da One Team nelle fasi di modellazione e studio del progetto HBIM è costante e avviene tramite metodi all’avanguardia. Ad esempio, sperimentando l’utilizzo congiunto del software BIM con applicativi per la gestione delle nuvole di punti, la loro parzializzazione, la conversione in mesh e, pertanto, la creazione degli elementi del modello.
Desideriamo concludere l’intervista con una domanda diretta ai nostri lettori: secondo voi, la rivalorizzazione degli edifici storici sarà il futuro?
Ti interessa l’argomento? Leggi il caso studio sulla digitalizzazione del tempio di Adriano a Roma.
